Convegno pubblico, Viterbo 13 gennaio 2018

A Viterbo, sindaci, scienziati, militanti anti-geotermia e presidente della Provincia uniti contro la geotermia

Il territorio dell’alto Lazio e delle regioni confinanti si sta ricoprendo di centrali geotermiche che minacciano, secondo gli scienziati, l’ambiente e la salute dei suoi abitanti. In una riunione pubblica, sabato 13 gennaio nella sede della Provincia di Viterbo, il presidente Pietro Nocchi (PD) ha apertamente sostenuto i sindaci che, insieme alla popolazione, hanno recentemente ottenuto l’abbandono di un importante progetto – in volume e in investimenti – di una centrale geotermica in località Torre Alfina (Acquapendente). I sindaci di Acquapendente, Latera e Caprarola hanno, in particolare, spiegato che la geotermia rovinerebbe la vocazione naturale della regione, rappresentata dall’agricoltura sostenibile, il turismo e il termalismo. Queste attività, essenziali all’economia della Tuscia, sarebbero gravemente danneggiate dalle emissioni inquinanti delle centrale, che non sono neanche oggetto di controllo. In effetti, non esiste finora al livello europeo una scala che misuri le emissioni della geotermia. Tutti i presenti si sono accordati per chiedere a Bruxelles di creare uno strumento in grado di misurare la quantità e la pericolosità di queste emissioni geotermiche.

Il professore Andrea Borgia ha citato uno studio secondo il quale l’analisi dei capelli degli abitanti vicini alla centrale Bagnore 4, in Toscana, dimostra che essi contengono mercurio, arsenico e boro da 2 a 50 volte più del normale!

L’ingegnere Piero Bruni, al nome dell’associazione per la difesa del Lago di Bolsena, ha insistito su i rischi sismici per il territorio lacustre se uno di questi progetti giganti venisse realizzato, senza parlare dell’inquinamento dell’acquifero del lago da parte dei fluidi geotermici. Anche le acque termali potrebbero essere contaminate.

In quest’assemblea molto consensuale, con vemenza si è levata la voce di Geraldine Meyer, autrice di una guida “sentimentale” della Tuscia, invitata al convegno per parlare della sue bellezze. Quest’amante appassionata del territorio si è lamentata che i suoi abitanti siano, secondo lei, poco sensibili a questa bellezza e poco interessati a difenderne l’integrità.

Per saperne di più, vedere il “Corriere di Viterbo” del 15 gennaio 2018, pagina 11.