Dopo una breve introduzione di Piero Bruni (presidente Associazione Lago di Bolsena) sulla nascita dell’associazione Bolsena Lago d’Europa, dovuta all’interesse per la salute dello specchio d’acqua di un gruppo di cittadini stranieri frequentatori della zona, che l’avevano chiamato a esporre, in una piccola riunione privata, la situazione generale nell’estate 2016, Angelo Bertea (presidente BLEU), ha presentato rapidamente la struttura dell’associazione, i suoi obiettivi e i modi in cui la si può seguire e supportare e ha ricordato il gran lavoro che viene svolto dal gruppo di lavoro impegnato nella comunicazione, sia per il sito che per la pagina Facebook, fatto di notizie, aggiornamenti, collegamenti.
Si è entrati poi nel vivo dell’incontro con l’alternarsi di un argomento specifico introdotto da parte di un esperto e relative domande e commenti da parte del pubblico.
A prendere la parola per primo è stato il segretario di BLEU Georg Wallner, che ha riferito innanzitutto dello stato del collettore circumlacuale, dei suoi problemi, dei lavori in corso che lo riguardano e che entro l’anno dovrebbero riguardare anche il depuratore di Marta, della decisività per l’inizio di questi delle pressioni sulla Regione venute dall’Unione Europea, a loro volta generate dall’attività informativa di realtà volontarie come quella di BLEU; poi, della balneabilità del lago, delle analisi dell’Arpa e di Legambiente, della loro corretta interpretazione comparata.
Il pubblico ha sollevato qui importanti questioni:
- il materiale delle tubazioni del collettore e la pressione cui è stato in questi anni impropriamente sottoposto, a detta di chi ha partecipato alla sua costruzione, oltre alla naturale usura, richiederà un intervento restaurativo importante nel futuro prossimo;
- il fatto che il collaudo dei nuovi componenti del collettore non sia eseguito man mano, ma lo sarà solo a lavori ultimati, non sarebbe necessario e sarebbe una scelta che causa mesi di sversamenti altrimenti evitabili;
- la presenza di sversamenti renderebbe alcuni tratti non balneabili, anche se per brevi periodi di tempo, e la cosa dovrebbe essere segnalata dai sindaci con appositi divieti di balneazione. Nello specifico, si è analizzato il caso dei significativi sversamenti del 17 luglio dalla stazione 13, a Montefiascone, e si è notata l’invalidità delle analisi portate a giustificazione dell’assenza di un divieto di balneazione, dovuta alla distanza temporale eccessiva tra le stesse e il momento dello sversamento (circa due giorni).
Per secondo, la parola è passata a Rosella Di Stefano, per presentare il progetto scolastico, di cui è stata tra le responsabili, “Conoscere il lago di Bolsena”, che si è tenuto nelle scuole medie del circondario, coinvolgendo circa 850 ragazzi, dai Comuni affacciati sul lago più quello di Piansano, in tre percorsi divisi per classe. E non si è limitato ai ragazzi. Infatti, ha coinvolto anche gli insegnanti, partecipanti a corsi d’aggiornamento sui temi del lago, in collaborazione con l’Università della Tuscia. È stato ricordato come la cerimonia di premiazione conclusiva del progetto e la sua copertura giornalistica siano stati sincera dimostrazione di apprezzamento per questa attività scolastica da più parti, che, non a caso, si ripeterà il prossimo anno scolastico.
Il terzo intervento è stato ancora di Angelo Bertea, che ha parlato del progetto per un bio-distretto. Ha presentato la condizione attuale del gruppo di promozione e alcuni possibili progetti futuri, tra cui il rinsaldamento dei rapporti con realtà analoghe già avviate, come il distretto della Via Amerina. Con l’intervento del pubblico, è emerso anche il problema degli impianti di noccioleti, che stanno comparendo in grande quantità sul bacino del lago, per via di vari incentivi economici, e che richiedono risorse idriche e dosi massicce di trattamenti per essere produttive.
Per ultimo, ha parlato ancora Piero Bruni, offrendo immagini e racconti del lago com’era prima che l’impatto umano aumentasse fino ad arrivare alla situazione attuale. Originario di Capodimonte, Bruni è stato testimone, nell’arco della sua lunga vita, della rottura di un equilibrio tra l’ecosistema lago e i suoi abitanti umani. Sottolineando la difficilissima reversibilità dello stato delle acque e il processo di eutrofizzazione già in corso, il relatore è passato a denunciare un altro pericolo per l’intero territorio: il progetto di un impianto geotermico a Castel Giorgio che produrrebbe, tramite i suoi condotti di reiniezione, un drastico aumento di arsenico nel bacino e rischio sismico. Bruni ha infine comunicato di essere stato invitato ad Anversa, a una conferenza internazionale che si terrà a settembre.
L’Associazione è aperta a quanti vogliono attivarsi per il lago, proponendo e sostenendo iniziative. Speriamo di veder aumentare il numero degli aderenti (per iscriversi cliccare qui), anche perché con i fondi delle quote (e di eventuali contributi extra!) vorremmo rifornirci dei kit necessari per i monitoraggi delle acque del lago.
Un vivo ringraziamento a quanti hanno partecipato all’incontro e a quanti ci leggono con interesse.
a cura di Leonardo Manzi


