È stata una forte scossa per la Regione Lazio l’arresto della direttrice regionale della direzione Politiche Ambientali e ciclo dei rifiuti “per corruzione, concussione e turbata libertà procedimento scelta contraente”.
Il provvedimento riguarda in primo luogo la gestione del ciclo integrato dei rifiuti urbani della Regione che la dirigente avrebbe “illecitamente monitorato e governato”. Sotto esame sono però anche altre aree e decisioni, come le valutazioni di impatto ambientale in materia delle energie rinnovabili, dove spicca la generosità con cui la Regione emette autorizzazioni per campi fotovoltaici e impianti eolici, anche in presenza di pareri contrari del MIBACT. Interessante notare che due recenti decisioni del Consiglio di Stato e del TAR Lazio hanno confermato la precedenza della tutela ambientale e paesaggistica, rispettivamente sul sostegno alle energie rinnovabili e sull’interesse urbanistico.
A proposito delle autorizzazioni facili, gli inquirenti parlano di una fitta rete di rapporti e relazioni di natura imprenditoriale e politica, con al centro la figura della dirigente. Alla luce di quanto accaduto, le associazioni ambientaliste chiedono una moratoria nell’esecuzione di queste autorizzazioni e un loro riesame.


