Anche se fortemente impediti dalle restrizioni legate alla generale situazione sanitaria, le amministrazioni locali uniti nel “Comitato Geotermia” creato a dicembre 2019, hanno rinforzato la loro alleanza, chiedendo protezione contro il rischio che i lavori di realizzazione di centrali geotermiche e il loro esercizio provochino terremoti distruttivi, inviando il 13 maggio due lettere al Presidente del Consiglio Conte, al capo della protezione civile Borrelli e ad altre autorità – la prima riguardo ai progetti di centrali geotermoelettriche binarie, la seconda concernente la centrale “Flash” Nuova Latera.
I primi cittadini di 29 comuni interessati da progetti di sfruttamento geotermici – di Acquapendente, Allerona, Arlena, Bagnoregio, Bolsena, Canino, Capodimonte, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Celleno, Cellere, Civitella d’Agliano, Farnese, Gradoli, Graffignano, Grotte di Castro, Ischia di Castro, Latera, Marta, Monte Romano, Montefiascone, Onano, Piansano, Proceno, San Lorenzo Nuovo, Tessennano, Tuscania, Valentano, Viterbo – nella lettera sottolineano che, in qualità di sindaci, loro “sono tenuti a prendere tutte le misure, oltre a preservare l’incolumità dei cittadini, anche i loro beni materiali, entrambi messi a rischio da eventuali eventi sismici disastrosi”. Tra i loro compiti rientra anche quello di “riportare immediatamente i rischi di grado C (nazionale) all’attenzione degli enti preposti. Nel caso specifico, quello del rischio di innesco sismico di tipo transregionale con magnitudo rilevante e potenzialmente distruttiva che incomberebbe sul distretto vulcanico Vulsino in conseguenza di attività di ricerca e sfruttamento della risorsa geotermica”.
I sindaci chiedono, infine, di “mettere in atto ogni possibile intervento di prevenzione dei rischi e dei pericoli al fine della tutela, della sicurezza e dell’incolumità della comunità e dei territori da noi amministrati”.


