Le associazioni scrivono alla Regione

Insieme all’Associazione Lago di Bolsena, abbiamo recentemente proposto, in una lettera ai sindaci dei comuni del lago, l’avvio di una reciproca collaborazione. Successivamente, lo scorso 9 settembre, abbiamo richiesto in una lettera (riportata più sotto) agli assessori Agricoltura-Ambiente e Infrastrutture-Lavori pubblici della Regione Lazio un incontro per:

  • discutere dei passi necessari per ristabilire una buona salute del lago;
  • mettere la Regione al corrente degli scambi intercorsi tra le associazioni e la Commissione Europea;
  • chiedere chiarimenti sui lavori in corso del sistema fognario e sulla sua futura gestione.

Nella lettera si richiede, inoltre, l’intervento del Prefetto affinché inviti tutte le parti a una stretta collaborazione con l’obiettivo di arrestare il degrado e di reperire i necessari fondi per il ripristino dello stato del lago.

Onorevoli Assessori Enrica Onorati e Mauro Alessandri,

il degrado dello stato di salute del nostro lago è ormai di dominio pubblico a causa degli innumerevoli sversamenti fognari ampiamente documentati e pubblicizzati dai media. Se ne stanno occupando i Carabinieri Forestali, l’ARPA e la Procura. (…)

Il generale degrado qualitativo è ufficialmente certificato dall’ARPA che per il triennio 2015/17 ha rilevato il declassamento da “buono” a “sufficiente”, confermato da una recente relazione scientifica dell’Istituto di Idrologia di Pallanza pubblicata sul n. 72 della rivista internazionale “LIMNOLOGICA”.

La Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE, recepita dallo Stato Italiano con il decreto legislativo 3 aprile 2006 n.152 vieta il degrado qualitativo da “buono a sufficiente” e obbliga il ripristino qualitativo da “sufficiente a “buono”. La mancata applicazione di tale legge comporta penalità allo Stato Italiano per infrazione ambientale, aggravate dal fatto che il lago è un Sito di Interesse Comunitario (SIC) e Zona di Speciale di Conservazione (ZSC).

La Commissione Europea potrebbe intervenire e ciò è nell’interesse della cittadinanza che vuole un lago sicuramente balneabile e non eutrofizzato. Nessuno desidera che vengano applicate penalità, ma lo Stato Italiano deve realizzare i provvedimenti necessari per evitarle ripristinando lo stato “buono”.

Una parte importante del sistema fognario è costituita dal collettore circumlacuale per il quale sono in corso i lavori di ripristino dopo tanti anni di collasso. A seguito di una serie di vicissitudini il cantiere è stato consegnato alla ditta vincitrice dell’appalto il 5 Settembre 2017 con l’impegno di concludere i lavori nel Marzo 2018, invece i lavori per il collettore sono iniziati solo a Marzo, e non sono ancora terminati. Quelli per il depuratore non sono neppure iniziati. Lo sversamento nel lago di un anno di inquinanti causato dai ritardi richiede almeno 5 anni per il ripristino. I ritardi sono un danno costosissimo di cui finora non si è tenuto conto. Chi paga?

Per l’insufficienza dei fondi impegnati dalla Regione, i lavori inclusi nella gara di appalto non assicurano l’effettivo ripristino della completa funzionalità: ci risulta infatti che non è stata inclusa la revisione delle tubazioni che connettono le stazioni (certamente datate e lunghe circa 20 km) per assicurare la loro attuale tenuta stagna e neppure è stata inclusa la revisione di tutte le stazioni. Il collaudo finale non potrà quindi assicurare l’effettivo funzionamento del sistema, ma solo gli spezzoni inclusi nell’appalto. Per rendere funzionale l’intero sistema occorreranno interventi aggiuntivi ed un collaudo finale dall’inizio del collettore all’uscita del depuratore.

Altre note dolenti sono le perdite delle fognature comunali e la mancanza di tutela del tratto senza collettore sul versante ovest. Dato che i comuni non hanno le risorse necessarie per porvi rimedio chiediamo che la Regione Lazio vi provveda con un finanziamento straordinario per il loro adeguamento, altrimenti non sarà possibile il ripristino a “buono” del lago. Lo Stato e la Regione Lazio dovranno intervenire al più presto con un credibile programma di opere pubbliche che forse potrebbero essere cofinanziate con fondi europei.

In quest’ottica proporremo alla Prefettura di intervenire sia per evitare penalità allo Stato Italiano per imbarazzanti infrazioni ambientali, sia per convincere i Sindaci che l’applicazione della Direttiva sarebbe conveniente per il lago, per i comuni e per i loro cittadini.

S.E. il Prefetto è certamente l’Autorità più appropriata, ora che la stagione estiva è conclusa, per mettere attorno ad un tavolo coloro che a vario titolo vogliono che la salute del lago appaia “buona” assieme a coloro che vogliono provvedimenti affinché torni ad essere “buona”.

Con la presente chiediamo un incontro con Voi Assessori, preferibilmente in presenza del Direttore dei lavori. In questa occasione potremmo informarvi sui nostri contatti con i vari organi dell’Unione Europea, e chiarire alcune domande esposte nell’allegatole le cui risposte vorremmo inserire per trasparenza nel nostro sito internet. Ci siamo infatti assunti il compito di tenere informata la cittadinanza sui nostri siti, inclusa la presente lettera.

In attesa di un Vostro cortese riscontro vogliate gradire i nostri distinti saluti.

Associazioni Lago di Bolsena e Bolsena Lago d’Europa

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