Qual è il livello del Lago?
Di recente, al centro dell’attenzione è il livello dei laghi italiani (vedi p. es. qui), e anche quello del Lago di Bolsena (vedi la news precedente e vari articoli nella...
Di recente, al centro dell’attenzione è il livello dei laghi italiani (vedi p. es. qui), e anche quello del Lago di Bolsena (vedi la news precedente e vari articoli nella...
Una zona dove tutti – cittadini, agricoltori, operatori economici, associazioni e amministrazioni pubbliche – si mettono d’accordo per gestire le risorse del territorio in modo ecologicamente sostenibile e responsabile.
La tutela del nostro lago è una risorsa e un’esigenza per il nostro futuro. Si tratta di passare da una visione della realtà, particolaristica e unilaterale, a una che comprenda sempre l’insieme, l’unitarietà. La sfida è: trovare soluzioni che rafforzino l’equilibrio del territorio nei suoi vari aspetti (produttivo, residenziale, ecc.), e trovarle insieme (amministrazioni locali, organizzazioni professionali, associazioni che operano nel territorio, cittadini impegnati).
Questa svolta offre nuove opportunità di sviluppo per tutti i settori dell’economia, della cultura e della vita pubblica.
Un esempio?Prendiamo l’agricoltura. L’agricoltura convenzionale può avere un impatto nocivo sulla salute del lago, nell’apportare nutrienti (vedi Eutrofizzazione) e inquinanti.
A difesa del lago, si rende necessaria una graduale conversione all’agricoltura biologica. Tale cambiamento offre nuove opportunità all’agricoltore, perché i suoi prodotti sani e di qualità, soddisfano la crescente richiesta dei consumatori attenti alla salute, pronti a premiare l’eccellenza. Nel biodistretto è l’insieme della comunità che sostiene questa trasformazione e ne promuove i prodotti.
Il primo passo è la creazione di un marchio che distingue i prodotti sostenibili del territorio. Si creano canali di distribuzione, si invitano i negozi a dedicare spazi e attenzione a questi prodotti. Il biodistretto si promuove nei comuni, presso gli uffici e gli esercizi turistici, nelle mense scolastiche e aziendali, in mercati di vendita diretta, in fiere e gruppi di acquisto solidale.
Esistono già una ventina di biodistretti in Italia; vicino a noi, il biodistretto Via Amerina e Forre. La nuova legge sull’agricoltura biologica, in via di approvazione, ne tratta nel suo articolo 10. La zona del lago, che è sito di interesse europeo, si presta in modo ideale a un tale progetto, per la sua conformazione geografica, la sua natura ricca e diversificata; inoltre potrebbe molto giovarsi della sua capacità di attrarre un turismo di qualità, cui è possibile offrire prodotti tipici biologici, siti ed eventi culturali di alto livello, bellezze naturali, una vasta gamma di attività sportive e ricreative, nel segno della sostenibilità.
Il biodistretto coinvolge dunque anche altri settori oltre all’agricoltura?Certo: vogliamo sviluppare un’economia in armonia con la natura, con le tradizioni e la cultura locali. Non solo per creare una sinergia tra i vari settori di attività sostenibile, ma anche per promuovere e rafforzare l’identità del territorio.
Promuovere e consumare i prodotti biologici e locali: per il nostro bene e per il bene del nostro ambiente, perché sono frutto di un’agricoltura rispettosa delle risorse naturali.
Promuovere la rete delle aziende agricole virtuose e, come agricoltore, farne parte.
Vedi qui lo stato aggiornato del progetto.
