Come i nostri lettori ben sapranno, fra le maggiori criticità che il bacino del Lago di Bolsena si trova ad affrontare, in questo ultimo periodo, vi sono la geotermia e il preoccupante aumento di superfici agricole coltivate a noccioleti. A causa di queste emergenze, i Comuni del comprensorio stanno organizzando degli incontri informativi con la cittadinanza.
Il primo di cui abbiamo notizia è l’audizione pubblica promossa dal Sindaco di Capodimonte sabato 14 settembre alle ore 17 alla Cascina, dal titolo “Il futuro del Lago di Bolsena e del suo territorio”. Come precisato dal Sindaco stesso nel suo comunicato, l’obiettivo dell’incontro è quello di “sensibilizzare gli amministratori e la cittadinanza tutta sul futuro dell’agricoltura nel nostro territorio, per diffondere le buone pratiche rurali, per contrastare il preoccupante aumento di coltivazioni intensive tendenti alla monocoltura in un bacino che presenta già criticità idriche quantitative e qualitative, per scoraggiare l’uso di prodotti fitosanitari in tutte le colture sostituendoli con metodi sostenibili per proteggere il grande patrimonio della biodiversità”.
Nella prima parte dell’audizione, l’ing. Bruni e la prof.ssa Carla Carsetti spiegheranno le criticità ambientali del lago di Bolsena, il prof. Nascetti illustrerà l’impatto delle attività umane sugli ecosistemi lacustri, il dott. Bengasi Battisti stimolerà una riflessione sul ruolo delle comunità consapevoli che prendono in mano il loro destino e, infine, l’archeologo Andrea Babbi si soffermerà in particolare sul caso del territorio di Bisenzio, drammaticamente interessato da repentini ed estesi cambi di coltura (noccioleti) che rischiano di far perdere inestimabile patrimonio archeologico alla Comunità di Capodimonte.
Nella seconda parte dell’audizione sarà aperto un dibattito pubblico al quale sono invitati i sindaci del comprensorio lacustre, in particolare coloro che coraggiosamente hanno emesso ordinanze per difendere il territorio da danni ambientali, ma anche tutti i cittadini, specialmente i coltivatori affinché possano esprimere democraticamente la loro opinione. L’intento finale è quello di essere informati per poter prendere, tutti insieme, le giuste decisioni per consegnare il bene prezioso di un territorio sano alle giovani generazioni.


