Dalla nostra ultima news sull’assedio al lago, l’occupazione del nostro territorio con mega-impianti eolici e fotovoltaici rischia di diventare schiacciante, come si può vedere dalla mappa qui sotto con i soli impianti eolici esistenti e quelli in progetto (vedi qui per dettagli). Non disponiamo di una mappatura dei mega-impianti fotovoltaici della Tuscia, che assicurano il 78% della produzione fotovoltaica nel Lazio.

I progetti per il grande eolico nell’Alta Tuscia, esistenti e in progetto. I colori distinguono i vari progetti (al 24/06/2023). Triangolo: la mega-discarica in progetto a Arlena di Castro
Le nostre, sono terre bellissime con bassa densità di popolazione, a vocazione agricola e turistica, raro rifugio per piante e animali di pregio, ricche di biodiversità: terre da preservare, da custodire. Per i progettisti dietro alle scrivanie, invece, per i decisori politici nei loro uffici a Roma e i lobbisti in tutto il mondo, sono terre libere, a disposizione per ogni scempio nel nome della green energy, terra nullius da colonizzare.
Pretesto per l’assalto è la necessità di combattere il cambiamento climatico. La popolazione non viene coinvolta nelle decisioni: il consenso dei sindaci si compra con fondi destinati alla “compensazione ambientale e territoriale”, somme regolarmente deviate su scopi non previsti dalla normativa.
È vero, lottare contro il cambiamento climatico è urgente. Ma altrettanto importante è proteggere la biodiversità, il paesaggio e il prezioso suolo agricolo. È un nonsenso rispondere all’emergenza climatica distruggendo l’ambiente.
Piuttosto che ricoprire anche l’ultimo angolo della Tuscia con mega-impianti FER, si può ricorrere a intelligenti alternative:
- coprendo il fabbisogno di energia del territorio localmente e autonomamente, di preferenza tramite Comunità Energetiche diffuse;
- con la produzione del surplus necessario per i trasporti, l’industria e le grandi città in mega-impianti eolici off-shore: questa soluzione è il perno della transizione energetica europea;
- adottando ogni misura per un uso intelligente ed efficiente dell’energia (sapevate che fino a un terzo dell’energia consumata nei trasporti su strada si può risparmiare, semplicemente osservando i limiti di velocità?).
Queste proposte sono state introdotte nel PER Lazio, che però da anni aspetta l’adozione definitiva. La Regione stessa ha recentemente invitato a un ripensamento riguardo alla diffusione di impianti FER “ad estesa occupazione territoriale” (vedi qui). Coldiretti da sua parte scrive al Presidente del Consiglio per dire stop al fotovoltaico mangiasuolo e alla speculazione energetica.
La lotta sul territorio contro la svendita delle nostre terre viene coordinata dal Biodistretto Lago di Bolsena e attivamente condotta dal CAT (Comitato Ambiente Tuscia), che si presenta nel suo primo comunicato stampa, qui.


