In un recente articolo dell’Osservatorio Ambientale del Lago di Bolsena si dà la risposta al seguente enigma: perché le centrali geotermiche italiane a ciclo aperto (per esempio quelle dell’Amiata) ricevono contributi destinati alla riduzione dell’Effetto Serra, malgrado il fatto che emettono più gas climalteranti di una centrale a combustibile fossile?
La “doppia autocertificazione” è la risposta esatta. Funziona così:
- L’industria geotermica autocertifica che le sue centrali non emettono Gas Serra. L’Italia comunica questo dato all’Agenzia Europea dell’Ambiente che lo pubblica nei rapporti annuali.
- L’industria geotermica, per chiudere il cerchio, cita questi rapporti e sostiene che, pubblicandoli, l’Europa dimostra che le centrali italiane non emettono Gas Serra.
Le centrali geotermiche italiane a ciclo aperto si trovano tutte in Toscana, ma un tale impianto è in progetto anche a Latera. Le loro emissioni sono conosciute e misurate da più di venti anni dall’ARPA Toscana. L’industria geotermica sostiene che queste emissioni vengono compensate da una corrispondente riduzione di gas dal suolo e che quindi, tutto sommato, le emissioni sarebbero zero.
Il problema è che non esiste nessuna prova scientifica per questo meccanismo, nessuna misurazione ne dà la prova e nessuna legge lo prevede o lo rende valido.
Per chiedere chiarimenti, le associazioni ambientaliste del lago di Bolsena, in collaborazione con la rete NOGESI, si sono rivolte all’Europa. Lo studio commissionato dalla Commissione Europea Emissioni delle applicazioni e degli impianti geotermici: quadro generale e analisi conferma appieno il nostro punto di vista, nell’affermare che “ … in assenza di dati scientifici supplementari, … l’effetto dell’esercizio di centrali geotermiche sulle emissioni di CO2 attraverso vie naturali non dovrebbe essere preso in considerazione”.
Che succederà adesso? Il MISE continuerà a incentivare questi impianti che accelerano il cambiamento climatico? Permetterà ancora che si sottraggano, a danno del popolo italiano e della Terra, fondi essenziali a tecnologie rinnovabili veramente in grado di combattere il cambiamento climatico?


