Noccioleti, è ora di fare sul serio

Non è certo una sorpresa che il TAR Lazio abbia accolto il ricorso contro l’ordinanza “no noccioleti” del sindaco di Grotte di Castro, ovviamente carente in molti rispetti legali *. Il ricorso è stato presentato dall’organizzazione di produttori frutto in guscio “Assofrutti” e da un’azienda agricola di San Lorenzo Nuovo.

L’intento principale di questa ordinanza (e di quella simile del sindaco di Bolsena) era di segnalare la volontà di proteggere il territorio dalla diffusione di nuove colture intensive e potenzialmente dannose per l’ambiente.

Assofrutti e le associazioni di categoria, a loro volta, non hanno voluto accogliere questo segnale.

A questo punto non rimane che ricorrere a regolamenti od ordinanze comunali che forniscano, come richiede il TAR, la “seria base scientifica, dalla quale… ricavare per quali ragioni le coltivazioni dei noccioleti potrebbero nuocere all’ambiente”, ciò che renda necessaria la limitazione “della libertà di iniziativa economica privata”.

Disponiamo di questa seria base scientifica, disponiamo dell’esempio del Lago di Vico dove il legame tra il degrado dell’ambiente e la diffusione della corilicoltura è dimostrato dai lavori degli scienziati dell’UNITUS. In più, disponiamo di leggi e direttive che impongono il controllo dell’uso dei fitofarmaci, che rendono prioritaria la tutela della risorsa d’acqua dolce e dell’ecosistema del lago di Bolsena. Ricordiamo, ancora, che il lago è sito Natura 2000, Zona Speciale di Conservazione e Zona di Protezione Speciale dove vige l’obbligo di valutazione d’incidenza ambientale (VINCA) di ogni piano o progetto che possa avere un’incidenza sul sito. 

Disponiamo anche di tutti i dati scientifici che permettono ai sindaci, come prima autorità di protezione civile sul territorio, di intervenire in difesa dei cittadini e dell’ambiente, vietando l’uso del glifosato nei loro comuni.

La sentenza del TAR potrebbe, dunque, dare l’impulso ai comuni del lago per la redazione di un documento condiviso, capace di proteggere efficacemente il loro territorio dall’impatto non sostenibile di un’agricoltura industriale e speculativa. 

Per un’analisi della sospensione dell’Ordinanza da parte del TAR Lazio, si legga il comunicato di Avvocati per l’Ambiente.

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