Di recente, un esteso campo separato dal lago solo dalla strada bianca di Cavaiano nel comune di Capodimonte, è stato trattato con prodotti fitosanitari (PFS, comunemente chiamati fitofarmaci). Le ripetute piogge di questo periodo dilavano il prodotto nel lago, sia direttamente dopo infiltrazione nel suolo, sia per via di due fossi che delimitano il terreno.
Sappiamo che l’uso disinvolto dei PFS è una delle cause maggiori per il degrado del lago – il Lago di Vico insegna. Parlando del glifosato, il PFS più comune e biocida ad ampio spettro (un vero e proprio “serial killer”), una nota dell’ISPRA constata che si tratta di una “sostanza pericolosa per l’ambiente acquatico”, per cui “ne va invece assolutamente proibito l’uso all’interno di aree naturali protette” come il Lago di Bolsena. Vedi qui per un riassunto della problematica ambientale e normativa.
Tre anni fa, lo stesso terreno è stato (mal)trattato nello stesso modo, come abbiamo allora segnalato in due news. Anche un articolo dell’Osservatorio ne aveva parlato.
Al responsabile era stata contestata dai Carabinieri Forestali una importante sanzione amministrativa. E se si trattasse nuovamente dello stesso trasgressore? Un altro serial killer?
Il fatto di Capodimonte non è un caso isolato ma piuttosto diffuso nei terreni lungo le rive di Gradoli, Grotte e San Lorenzo. Sarebbe tempo di riprendere la discussione iniziata anni fa sulla necessità urgente di adottare regolamenti comunali sull’uso di PFS.


