Successo per i primi incontri promossi dai sindaci del lago

I sindaci e i cittadini dei paesi rivieraschi del lago di Bolsena difendono con determinazione il loro territorio e i beni comuni che lo rendono unico. Questo è il messaggio che proviene da due incontri pubblici che hanno riscosso notevole successo.

Venerdì 13 settembre il sindaco di Gradoli, Attilio Mancini, ha convocato la cittadinanza nella Sala Ducale del Palazzo Farnese per parlare dei rischi ambientali e sismici che l’impianto geotermico previsto a Castel Giorgio presenta per il comprensorio lacustre, un’area geografica non vocata a questa forma di industrializzazione. Ma si è parlato anche di agricoltura e di salute pubblica.

Gli esperti Carla Carsetti, Piero Bruni e Renato Trapè hanno illustrato a un pubblico di un centinaio di persone il delicato ecosistema lacustre con le sue forti criticità idriche qualitative e quantitative, hanno spiegato gli aspetti tecnici della centrale geotermica e le ricadute che un tale impianto avrebbe sulla sicurezza degli abitanti, ma hanno anche affrontato il tema del serio impatto che fitofarmaci, pesticidi ed erbicidi utilizzati nelle colture intensive possono avere sulla salute pubblica, in particolare su quella dei bambini.

Come hanno spiegato i relatori, un’alternativa sostenibile a queste forme di sfruttamento esiste: la trasformazione del bacino del Lago di Bolsena in un grande bio-distretto, nel quale la valorizzazione dei prodotti agricoli d’eccellenza e degli straordinari beni culturali dell’area rappresentano la priorità assoluta nelle politiche di sviluppo locale.

Sabato 14 settembre la Cascina di Capodimonte ha accolto, su invito del sindaco Antonio De Rossi, la cittadinanza e i rappresentanti dei comuni limitrofi per un’audizione pubblica sul futuro del lago. Nell’incontro, moderato da Rina Onorati, gli studiosi Carla Carsetti e Piero Bruni hanno di nuovo illustrato le criticità del territorio lacustre rispetto alla geotermia e all’agricoltura intensiva; Giuseppe Nascetti, professore di Ecologia all’UNITUS, ha mostrato i danni che la nocciolicoltura incontrollata ha arrecato al lago di Vico, sottolineando punto per punto il confronto con la situazione delicata del lago di Bolsena; Bengasi Battisti, rappresentante dell’Associazione Nazionale Comuni Virtuosi, ha evidenziato il ruolo delle comunità consapevoli nella tutela dei Beni Comuni; infine, Andrea Babbi, archeologo, direttore del progetto internazionale di ricerca “Bisenzio”, ha invocato con passione la salvaguardia del patrimonio nascosto nel sottosuolo attorno al Monte Bisenzio, già in parte compromesso da impianti di noccioleti.

Più di 250 persone hanno seguito l’incontro nella grande sala delle ex Scuderie Farnesiane. Lunghi applausi hanno accompagnato le varie presentazioni. Del resto, l’obiettivo comune era da tutti condiviso: difendere ciò che abbiamo ereditato e garantire un avvenire sano alle giovani generazioni senza mai dimenticare le nostre radici comuni.

Numerosi sono stati gli appassionati interventi del pubblico, a cui i relatori hanno dato sincere e puntuali risposte. Anche i sindaci di altri comuni (Castel Giorgio, Bolsena, Montefiascone) hanno fatto sentire la loro voce. Non tutti hanno potuto esprimere le proprie osservazioni, specie all’incontro di Capodimonte, durato oltre due ore e mezza. Ma vi saranno altri interessanti appuntamenti nei quali è auspicabile una sempre più ampia discussione: il 29 settembre a Marta nella Rimessa del Pescatore, il 12 ottobre a Castel Giorgio. Aspettiamo di conoscere le date degli incontri pubblici, in corso di preparazione, promossi dai sindaci di Montefiascone e Bolsena, di cui daremo certamente informazione.

Continuerà anche in queste ulteriori occasioni il crowdfunding per sostenere il ricorso al TAR contro l’autorizzazione dell’impianto geotermico di Castel Giorgio.

Ecco i dati per il contributo su conto corrente bancario:

• intestatario: Associazione Bolsena Lago d’Europa
• IBAN: IT46 C088 5172 9100 0000 0215 289
• causale: contributo per ricorso al TAR

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